Nelle vicinanze di Villa Alessandra

La position de la villa est idéal pour explorer d’innombrables vieux et beau belle. Quelques-unes des possibilités d’excursions et de visites des lieux qui sont dans les environs immédiats.

Traù

La città sorge su due isole collegate alla terraferma da due ponti ed è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole. Detta anche la “piccola Venezia”, è un piccolo gioiello che conserva numerosi edifici medievali di impronta veneziana.

Traù, con il suo centro storico risalente quasi interamente al XIII secolo e comprendente più di 10 chiese diverse, ha nella cattedrale romanica di San Lorenzo (1180-1250) il suo punto di maggiore interesse.

Altri monumenti sono la Loggia pubblica (1308), il castello del Camerlengo (1420-1437), il Maschio di San Marco, la torre dell’Orologio, palazzo Cippico, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Nicola con annesso il monastero delle benedettine, la porta di Terraferma, la porta Marina e, a fianco, la loggia della Pescheria del 1527.

Castelli

La città è situata sulla costa della Dalmazia centrale fra Traù e Spalato. Lungo la costa nel XV e nel XVI secolo furono costruiti numerosi castelli come difesa contro gli attacchi dei turchi, nel tempo intorno ai castelli sorsero dei villaggi che attualmente costituiscono parte del territorio di Castelli ed ai quali la cittadina deve il nome.

Ospita la “Marina Kastela”, uno dei principali porti di barche a vela, sede di numerose agenzie di charter.

Pantana

Pantana è una piccola zona umida dal mare, situato a 1,5 km a est del centro storico di Trogir, nel campo sottostante il monte Krban.

Gli amanti della natura saranno lieti di scoprire questa piccola oasi di verde le cui acque si sviluppa fino al mare. Pantana offre la possibilità di sentire la freschezza dell’acqua palude osservare gli uccelli ei pesci e poi fare il bagno in mare.

SOLIN/SALONA

Solin developed on the location of ancient city of Salona which was the capital of the Roman province of Dalmatia and the birthplacSalona fu, sotto l’Impero romano, la capitale della regione della Dalmazia: qui nacque l’imperatore romano Diocleziano, che quando si ritirò nel 305 si trasferì in un palazzo nei pressi di Salona. Salona fu poi la sede dei magistri militum per l’Illyricum, Marcellino e Giulio Nepote; quest’ultimo vi ritornò dopo essere stato deposto dal soglio imperiale romano nel 476 e qui morì nel 480, forse per opera del vescovo di Salona, quel Glicerio, che era stato imperatore prima di Nepote ed era stato obbligato a prendere i voti.e of Emperor Diocletian. After the arrival of Avars and Slavs in the 7th-century town was destroyed, and its refugees moved to settlement in and around Diocletian’s palace, “Spalatum” (Split), turning it into a fortified town. In the Early Middle Ages Solin was part of the Croatian territory and played an important role in Medieval Croatian state, being one of capital cities.

Salona was an ancient city and capital of Roman province on the Dalmatian coast located in modern-day Croatia. The name Salona preserves the language of the early inhabitants of this area whom the Romans called Dalmatae, and considered to be part of a larger group called Illyrians.

Clissa

La città si trova su una rupe che domina un valico, a quota 360 metri, che mette in comunicazione l’entroterra dalmata con la costa presso Salona.

Proprio per la sua posizione strategica venne abitata fin dall’antichità; già nel II secolo a.C. venne occupata dalle tribù illiriche dei Dalmati per i quali fu la più importante cittadella fortificata.

Spalato

La storia della città di Spalato vive da 17 secoli, da quando, proprio in questa penisola, nelle vicinanze di Salona,  la grande città romana, l’imperatore romano Diocleziano decise di costruire il palazzo in cui avrebbe trascorso gli ultimi anni della sua vita. In quei 1700 anni il Palazzo si trasformava e si è trasformato in città che oggi attira con la sua ricca tradizione, magnifica storia e bellezza del suo patrimonio naturale ed artistico.

Già dal 1979 il nucleo storico della città è inserito nel registro dell’UNESCO, non solo per l’eccezionale conservazione del Palazzo ma anche, e non meno importante, perché il Palazzo e la sua città (o, se preferite, la città e il suo Palazzo) cuntinuano la loro piena convivenza. In questa struttura sono visibili e ancora vivi tutti gli strati storici, dall’antica Roma, attraverso il Medioevo, fino ad oggi. Passeggiare per la vecchia città è come viaggiare attraverso il tempo, osservare straordinari esempi dell’architettura antica, come il Peristilio, chiesette romaniche e palazzi gotici medievali, portali rinascimentali delle case nobili, facciate barocche e architettura moderna felicemente integrata nel ricco patrimonio.

Sebenico

Cattedrale di San Giacomo
La costruzione della Cattedrale di San Giacomo venne iniziata nel 1431, su un edificio preesistente, ed affidata a Giorgio Orsini. Edificata con pietre provenienti dalle isole di Brazza, Curzola, Arbe e Veglia, fu terminata nel 1536 da Niccolò Fiorentino.

Attorno alla cattedrale, esternamente alle absidi, corre un fregio scolpito con teste raffiguranti 71 abitanti della città, all’epoca della costruzione della chiesa. All’interno vi è un notevole fonte battesimale sorretto da tre angeli disegnati dall’Orsini e realizzati da Andrea Alessi.

Nel 2000 la cattedrale di San Giacomo è stata inclusa nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Nella piazza della Cattedrale sorge la statua dedicata a Giorgio Orsini, del grande scultore moderno Ivan Mestrovic; prima della seconda guerra mondiale vi si trovava la statua eretta in onore dello scrittore sebenicense Niccolò Tommaseo, purtroppo abbattuta in quanto segno di italianità.

Loggia grande
A lato della cattedrale si trova la Loggia grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruita tra il 1533 e il 1546 da Michele Sammicheli, ma ricostruita fedelmente dopo la distruzione nel 1943 a seguito di un bombardamento.

Fortezza di San Michele
La città è dominata dai resti della Fortezza di San Michele, collocata su un’altura alla quale si arriva salendo per la città vecchia.

Parco nazionale della Cherca

La sorgente del fiume Cherca si trova pochi km fuori dall’omonimo parco, sotto una cascata di un suo affluente (il fiume Krčić); quando d’estate il fiume Krčić è in secca, la sorgente è visibile.

Il parco è noto per le sue cascate, formate da letti di tufo:  la Bilušića buk (22,4 m di salto) è la prima cascata, posta a 16 km dalla sorgente, e anche l’unica a non essere stata toccata dallo sfruttamento energetico (sulla Cherca furono costruite alcune tra le prime centrali idroelettriche in Europa);   la Ćorića buk (15,5 m) si trova 3 km a valle, sotto il lago Ćorić (superficie di circa 50000 m2). Nelle vicinanze fu costruito l’accampamento romano di Burnum. Una diga ferma le acque della Cherca e sfrutta il salto per una centrale idroelettrica;   la Manojlovaĉki slapovi (una serie di cascate alta in tutto quasi 60 m) si trova poche centinaia di metri a valle ed è anch’essa utilizzata dalla centrale Miljacka: la Roŝniak slap (8,4 m);    la Miljacka slap (23,8 m) non è visitabile in quanto sede dell’omonima centrale idroelettrica: riceve le sue acque dal fiume Zermagna;      il Roŝki slap (15,5 m) si trova poco a monte del lago Visovac. È formata da un’innumerevole serie di cascatelle, inframmezzate da isolotti di tufo, per una larghezza di ben 450 m e una lunghezza di 650 m. Le cascate sono visibili da una strada statale. Il complesso dei mulini di Roški slap sono tra i munumenti etnografici di particolare interesse e valore della Dalmazia e della Croazia. I mulini sono ancora funzionanti e azionano una serie di telai per la tessitura e di mulini per macinare il grano. Sul lato destro delle cascate è presente un’altra centrale idroelettrica;     la grande cascata di Scardona, lo Skradinski buk (complesso di cascate alto circa 45 m), è una delle bellezze naturalistiche più note della Croazia: le acque della Cherca e della Cicola (Čikola) si uniscono e raggiungono il mare. Anche presso le cascate di Scardona è presente una raccolta etnografica con vecchi mulini ad acqua dove i cereali vengono macinati con macine di pietra mosse dall’acqua o i cesti e i mortai, meccanismi antichi per lavare tappeti, coperte, indumenti e stoffe.

Per la tua vacanza da sogno